Provate a fare una cosa: andate al bar, pigliatevi un cafè e guardatevi un video dei Kings of Convenience.
poi tornate tranquilli in ufficio e ascoltatevi i Witchhammer.
Come dire, c'è Norvegia e Norvegia.
Ma se un gruppo di musicisti meriterebbe di più, perchè non lo ottiene? Ogni tanto sento fare questi discorsi.
Risposte? Forse perchè fanno cacare o forse perchè non si sanno gestire.
Io alla sfortuna che dura una vita non credo, non ci voglio credere.
Se uno merita, alla fine un po' di successo lo raccatta. Nonostante la iella neryssima.
E se l'iniziativa, per la quale hai sudato tanto, poi ha fatto stronzocacare a tutti? Beh, evidentemente era un'iniziativa socio/culturale del cazzo e della merda. Quindi ti sta bene, flagellati in piazza del comune. Te lo meriti.
Fortunatamente non è il caso della Festa della Birra, felicemente conclusa questa domenica con un discreto successo, meritato. Vedrai che il prossimo anno faremo meglio!
PS: Difetto un po' della caratteristica: pietà. Sono sempre stato drastico con me e con gli altri. Alla fine, uno ha quello che si merita. Oh yeah.
Qualcuno pensa sempre che cambierà qualcosa?
Buona fortuna.
Preferisco impegnarmi a fondo per una persona a cui voglio veramente un mare di bene: me stesso
Trovai, durante una delle mie passeggiate, un pezzo di carta ingiallita.
Lo raccattai, artigliando con le mie mani polverose l'asfalto, ma su di esso c'erano poche righe scritte in francese.
Chissà, forse se mi fossi messo con paziente opera a tradurlo, sarei riuscito a carpirne i segreti. Ma, come al solito, quel linguaggio mi irritò troppo e non riuscii a proseguire la lettura.
Cenai senza darmene pena.
La sera stessa scoprii che nel solito mare di folla c'erano alcuni punti oscuri, gente che come me non riusciva a socializzare con gli altri.
Mi avvicinai al primo e questo si scansò. Il secondo mi derise subito distogliendo lo sguardo.
Mi capita spesso che le persone non riescano a guardarmi in faccia troppo a lungo, ma non ho mai capito perché.
Il terzo mi accennò a non so quale complotto da parte di una non meglio specificata organizzazione. Che dire? Non basta essere diversi per essere interessanti: mi allontanai io.
Trovai, nella variopinta e multicolore massa, alcune persone a me familiari. Avevano delle piacevoli gradazioni cromatiche, o meglio, così apparivano ai miei occhi insensibili ai toni più accesi del violetto e del rosso.
Mi salutarono, come al solito, poiché l'essere alla moda implica avere anche molti contatti sociali. Ma la lingua usata mi colpì: era francese! A questo punto appresi troppo tardi che la soluzione si trovava su quel foglietto maledetto. Ma l'avevo scartato.
Rimasi un po' ad osservare le molteplici interazioni, un po' incuriosito ed un po' annoiato. Salutai il primo gruppo, e passai al secondo, ma ne trovai addirittura un terzo.
Mi salutarono in francese pure questi ultimi, ma dall'accento capii che non era la loro lingua.
Gli intimai di farla subito finita con questo tentativo di fregarmi.
"Vi ho smascherato", gli dissi.
"Non importa, il nostro scopo non sei tu ma apparire totalmente inseriti nel contesto".
Tuttavia, prima di andarmene, detti una piccola manata sulla spalla di uno (lungi da me ogni intenzione di violenza), e notai che persino il gradevole bagliore dorato era solamente una polvere di zinco artefatta.
Mi pulii la mano ai pantaloni, come al solito. Mi piacciono questi eventi sociali, ma alla fine mi curo sempre di essere abbastanza sbronzo da non pensarvi o di avere una piacevole compagnia con cui intrattenermi in discorsi.
Purtroppo, la seconda era venuta meno e mentre scendevo dalla collina, ebbi nuovamente modo di riflettere ancora. C'era un silenzio costellato da piccoli rumori artificiali: delle volte la notte sempre un po' più falsa e plastificata.
Purtroppo, scoprii che anche quella di casa mia era eccellentemente artefatta. Perfino il faro del Monte Serra sembrava un giocattolo di plastica. Un vero peccato, considerando che il panorama davanti casa mia è eccezionale...quando ci si mette.
Ai gentili utentessi/e/um,
Ci dispiace comunicare alla direzione e ai fans più accaniti (o che l'hanno più a cane, dipende) che il sottoscritto NON parteciperà al grande concorso VAI IN BUCA NELLA BUCA 09.
I motivi che hanno spinto il sottoscritto a questa scelta sono stati molteplici, non ultimo il rinnovato interesse per il casino e il comportamento pecoreccio vecchio stile e la presa di coscienza che tanto tutte le volte che si proponeva di combinare qualcosa in BUCA rifiniva sempre a seghe e gazzosa, SICCHE' DEH.
Consci della vostra comprensione e del vostro rinnovato affetto, vi saluto con cordialità (ma stando nel mio).
MacRoss.
Sono figlio unico. Cioè, l'unica progenie di mi mà e mi pà.
E ci sto largo.
Delle volte mi chiedo come sarebbe avere un fratello; ma da un po' d'anni a questa parte la risposta è sempre la solita: "una gran rottura di coglioni".
L'unica cosa peggio sarebbe averci una sorella.
Ringraziando la sorte, sto da solo. Sto bene.
So cos'è la solitudine, e l'apprezzo come momento di riflessione e introspezione. Ne ho bisogno per riordinare i miei pensieri.
Viziato? Ci vuole un bel coraggio a chiamare viziato una persona che per forza di cose si è sempre levata le pezze dal culo da sola, che quando era adolescente si scontrava da solo con i suoi genitori ed adesso è l'unica persona che fa le commissioni in casa.
Vabbè, alla fine non son "tipo da campeggio", ma chissene.
Mah boh un lo so.
Ci sono stato ieri sera.
C'era proprio bisogno di questo Reboot?
Belle scene grafiche, molto sul Vincenzo Gasolio Style. Ma il resto? Il "sense of wonder?". Lo stupore, la meraviglia, i nuovi mondi?
Assente.
Sufficienza perché c'è scritto Star Trek. E basta.
Se si dà retta a tutti si diventa scemi.
Arrivo alla domenica sera, notte ormai, con questo senso di incompletezza. Nell'aria c'è forte il profumo della primavera: sono cambiati i suoni, i colori, gli odori.
Il cielo sembra più luminoso, anche nel mezzo della notte, quando il giorno travalica le singolari espressioni e c'è quel fenomeno misterioso detto "cambio dell'ora". Che in questo caso si riferisce semplicemente al cambio del giorno.
Noto alcune similarità, sulla strada che porta da Limite sull'Arno a casa. Similarità di alberi immersi in un luminoso grigiore notturno; che associo spontaneamente agli impianti eolici nell'area industriale di Gello. Quattro ciclopi, anzi tre, più uno distaccato, diverso, come nelle minori fiabe. Che differenza, da quel giorno inquietante in cui mi si manifestarono nella loro interezza! Adesso sembrano quasi Quattro (tre più uno?) guardiani, visibili perfino dalla porzione di Fi-Pi-Li qui in zona.
Hanno un po' rotto la continuità e l'isolamento.
Ci vorrà un po' per abituarsi..Sono moemnti come questo in cui i ricordi di quello che è stato, ovvero le serate in cucina di casa vecchia, col rumore del frugo, si sovrappongono a quelle attuali con il rumore della ventola del PC.
Sopra di me però, da sempre, i familiari strali di un cielo nebbioso, con la luna verdastra che occhieggia ai 4 Cyloni/Impianti Eolici guardandoli (malamente?).
In momenti come questo, il Velo si fa più leggero ed prima che mi rpenda il sonno e il materialismo che vincola il mio spirito a questo corpo, vago.
Per ritornare sempre alle colline verdi, con qualche cambiamento di Ultraleggeri, che ho potuto riapprezzare oggi.
Immagina un mondo dove tutte le persone siano dei tondi.
Beh, per lo meno nella parte del mondo dove vivi tu.
Ma immagina anche che questi tondi siano di due colori. Mettiamo verde e giallo.
E mettiamo anche che i tondi verdi siano 100 volte superiori ai tondi gialli della corrispettiva età.
Metti anche che il 90% dei tondi gialli è diventato verde nel corso degli anni.
Metti anche il contrario si verifica con una frequenza di un'unità all'anno.
...brutta esse gialli eh? Ad ingoiare sempre merda.
Beh, ci sono due reazioni: o la lotta senza quartiere oppure, quella che personalmente preferisco, assumere un contegno indifferente alle cose del mondo.
Non sempre mi riesce, purtroppo.